Dall’Agenda Sociale alla Legge di Bilancio

BONUS LUCE E GAS 2022 – A CHI SPETTA E COME OTTENERLO

Dal primo aprile e fino al 31 dicembre 2022, milioni di famiglie hanno accesso al bonus sociale Luce e Gas, ovvero uno sconto sulle bollette delle forniture elettriche e del gas.

In questo articolo, scopriremo i requisiti per accedere al bonus, le novità introdotte e tutto quello che c’è da sapere per ottenere lo sconto in bolletta.

A CHI SPETTA IL BONUS LUCE E GAS 2022?

 Con il decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21 (convertito dalla legge 20 maggio 2022, n. 51), la soglia dell’ISEE di accesso ai bonus luce e gas 2022 è stata elevata a 12.000€.

Ogni nucleo familiare ha diritto a un solo bonus per tipologia – elettrico, gas, idrico – per anno di competenza della DSU.

QUALI SONO I REQUISITI?

Per ottenere lo sconto sulle bollette luce e gas, uno dei componenti del nucleo familiare ISEE deve risultare intestatario di un contratto di fornitura elettrica e/o di gas naturale e/o idrica:

  • con tariffa per usi domestici (ossia la fornitura deve servire abitazioni a carattere familiare);
  • attivo, cioè l’erogazione del servizio deve essere in corso. Sono considerate attive anche le forniture momentaneamente sospese per morosità;
  • in alternativa, uno dei componenti del nucleo familiare ISEE deve usufruire di una fornitura condominiale di gas naturale e/o idrica per uso civile e attiva.

NOVITÀ 2022: IL BONUS È RETROATTIVO

È stata introdotta la retroattività del bonus sociale energia elettrica e gas, una misura che consente di allargare la platea di famiglie beneficiarie dello sconto in bolletta.

Come funziona la retroattività?

Per chi non è riuscito a presentare in tempo l’Isee al primo trimestre dell’anno, gli eventuali pagamenti di somme eccedenti saranno compensati automaticamente in bolletta una volta presentata la documentazione necessaria. Se lo sconto automatico nella bolletta successiva non è possibile, viene effettuato un rimborso.

A QUANTO AMMONTA IL BONUS?

L’importo del bonus luce e gas non è fisso. Per ogni beneficiario, verrà calcolato secondo l’aggiornamento periodico delle tabelle di prezzo da parte di Arera (Autorità di regolazione per energia reti e ambiente).

Un altro criterio per stabilire l’importo, sarà quello delle zone climatiche di residenza, dalla A alla F, divise tra più calde e più fredde.

COME OTTENERE LO SCONTO IN BOLLETTA

Il processo di erogazione del bonus luce e gas è automatico.

Per accedere allo sconto sulle bollette di fornitura elettrica e gas, sarà sufficiente presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica e ottenere un’attestazione ISEE.

Potrai presentare la dichiarazione direttamente online sul portale Inps (accedendo all’area personale MyINPS e utilizzando il servizio “ISEE precompilato”) oppure chiedere assistenza al Caf Cisl.

Presentata la dichiarazione, l’INPS selezionerà automaticamente le famiglie che hanno diritto allo sconto in bolletta (sulla base del loro ISEE) e trasmetterà i dati all’Acquirente unico, ente che collabora con ARERA.

Successivamente, tramite il proprio portale digitale SII, Acquirente unico comunicherà i dati degli utenti direttamente agli enti erogatori delle forniture, che autonomamente e in maniera automatica applicheranno lo sconto in bolletta.

Hai bisogno di supporto? Rivolgiti al Caf Cisl per ottenere l’attestazione ISEE e presentare la documentazione necessaria all’Inps.

Trova la sede Caf Cisl più vicina a te sul nostro sito http://www.fnpcislromagna.it/

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IL SINDACATO DI DOMANI – Premio per i giovani in memoria di Gigi Bonfanti

Il Sindacato di Domani è il nome del premio istituito da FNP Cisl Pensionati e CISL Emilia Romagna per onorare la memoria di Gigi Bonfanti, a poco più di un anno dalla sua scomparsa.

Scopriamo insieme tutti i dettagli sul premio e le modalità di partecipazione.

IN MEMORIA DI GIGI BONFANTI

Scomparso a luglio 2021, Gigi Bonfanti è stato per anni Segretario confederale e poi leader della Fnp Cisl pensionati, ponendo al centro del suo operato la missione di avvicinare e coinvolgere i giovani alla realtà del sindacato.

Da qui l’idea di un premio dedicato ai giovani under 35, per continuare il suo impegno nell’universo cislino e verso i giovani, favorendo l’interesse delle nuove generazioni verso le tematiche sindacali e sociali.

IL PREMIO

Il premio invita i giovani a creare un progetto innovativo ideato per la comunità in cui il partecipante intende operare, valorizzando ed esaltando il ruolo sociale del sindacato.

Per il progetto vincitore, oltre al premio in denaro di 2500€, ci potrebbe essere la possibilità di collaborare con l’organizzazione cislina per la realizzazione del progetto stesso.

COME PARTECIPARE

Il bando è rivolto a giovani under 35, iscritti alla CISL o figli di iscritti alla CISL.

Per partecipare, occorre inviare la documentazione necessaria entro la mezzanotte del giorno 31 Gennaio 2023, esclusivamente per posta elettronica all’indirizzo: usr.emiliaromagna@cisl.it indicando nell’oggetto della mail la dicitura “Il sindacato di domani: premio in memoria di Gigi Bonfanti”.

Leggi e scarica il bando completo qui

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CONTRIBUTO AFFITTO REGIONALE: COME FARE DOMANDA

Sono stati stanziati oltre 40 milioni di euro dalla regione Emilia Romagna per sostenere le famiglie e le persone in difficoltà nel pagamento delle spese d’affitto nella casa in cui abitano, attraverso l’erogazione di un contributo affitto regionale.

COS’È IL CONTRIBUTO AFFITTO REGIONALE?

Si tratta di un aiuto per gli affitti corrisposto a famiglie e persone in difficoltà che non riescono a pagare il canone di locazione.

Il contributo massimo concedibile è una somma fissa pari a tre mensilità del canone, per un tetto massimo di 1500€.

L’assegnazione del contributo avverrà scorrendo le due graduatorie, fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

QUALI SONO I REQUISITI?

Per presentare la domanda di contributo affitto regionale occorre rispettare i seguenti requisiti:

  • ISEE annuo da 0 a da o€ a 17154€
  • ISEE annuo da 0 a 35mila euro, con riduzione del reddito Irpef di almeno il 25% rispetto a quello del 2021
  • l’immobile deve essere locato nella regione Emilia Romagna.

COME OTTENERE IL CONTRIBUTO AFFITTO REGIONALE?

Per ottenere il contributo affitto regionale occorre presentare la domanda con la dovuta documentazione entro le ore 12 del 21 ottobre 2022.

La domanda potrà essere presentata esclusivamente online, tramite SPID, CIE o CNS.

Per ricevere assistenza con la compilazione della domanda, contatta gli uffici CAF CISL o SICET Romagna.

Chiama il call center 800948888 e prenota un appuntamento nella sede più vicina a te. In fase di prenotazione, riceverai indicazioni tramite email sulla documentazione da produrre per presentare la domanda.

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BONUS TRASPORTI PUBBLICI: ecco come richiederlo!

Dal mese di Settembre e fino al 31 dicembre 2022 c’è un ulteriore aiuto da parte del governo per le famiglie: il Bonus trasporti!

COS’È IL BONUS TRASPORTI?

Si tratta di un’agevolazione del valore di 60 euro per acquistare un abbonamento sui mezzi pubblici. È l’incentivo introdotto dal Governo con il decreto Aiuti e ampliato dal decreto Aiuti bis, visto anche gli aumenti del carburante e per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Potranno richiederlo tutti i cittadini che durante il 2021 hanno raggiunto un reddito complessivo lordo non superiore a 35mila euro. Con questo voucher sarà possibile acquistare abbonamenti mensili o annuali al trasporto pubblico locale, regionale, interregionale ed anche per i servizi di trasporto ferroviario nazionale (compresi i treni Alta Velocità) anche del Gruppo FS.

l buono è pari o inferiore al 100% della spesa da sostenere. Ciascun beneficiario può chiedere un solo bonus trasporti al mese nel limite dei 60 euro previsti, entro il 31 dicembre 2022 o fino a esaurimento risorse.

Il bonus può essere richiesto da ciascun componente della famiglia, non è cedibile essendo nominativo ed è utilizzabile per l’acquisto di un solo abbonamento, che deve avvenire nello stesso mese di emissione del bonus.

CHI PUÒ RICHIEDERE IL BONUS TRASPORTO PUBBLICO 2022

Il bonus 60 euro per abbonamenti ai trasporti pubblici può essere richiesto da studenti, lavoratori, pensionati, insomma da tutti i cittadini che usufruiscono di tali servizi.

COME RICHEDERE IL BONUS TRASPORTI

È possibile richiedere il bonus trasporti direttamente dal sito del Ministero dei trasporti (www.bonustrasporti.lavoro.gov.it) dove è possibile effettuare l’accesso e la registrazione sul Portale tramite SPID o carta d’identità elettronica.

L’interessato può presentare la domanda per sè o anche per conto di un minore a carico.

Ricordiamo che la domanda deve anche contenere l’importo del buono richiesto a fronte della spesa prevista, non superiore in ogni caso a 60 euro per ciascun beneficiario e l’indicazione del gestore del servizio di trasporto pubblico selezionato dal menù a tendina presente sul portale.

Il buono emesso dal Portale è contrassegnato da un codice identificativo univoco, dal codice fiscale del beneficiario, dall’importo e dalla data di emissione e di scadenza dell’utilizzo che è entro un mese dall’emissione.

SEI UN PENSIONATO? CHIEDI A NOI COME FARE

Se sei un pensionato ed hai bisogno di aiuto rivolgiti ai nostri uffici FNP CISL di tutta la Romagna, il nostro staff vi seguirà nelle varie fasi per poter richiedere il bonus trasporti. Dalla richiesta dello Spid se non l’hai ancora richiesto, fino alla ricezione del buono da utilizzare. Vieni a trovarci!

OPZIONE DONNA: GUIDA COMPLETA

Tra le diverse modalità per andare in pensione anticipata, la legge di bilancio 2022 ha confermato il regime speciale di Opzione Donna, introdotto dalla L.243/2004, al fine di garantire maggiore flessibilità di uscire dal mercato del lavoro.

Quali sono i requisiti? Come usufruirne? Ecco una guida completa sull’Opzione Donna.

CHE COS’È L’OPZIONE DONNA

Si tratta di un regime di trattamento pensionistico, che dà la possibilità a lavoratrici dipendenti nel settore pubblico e privato e a lavoratrici autonome di anticipare, a domanda, l’uscita dal mercato del lavoro a patto di accettare il ricalcolo della pensione con il sistema di calcolo contributivo.

In altre parole, l’Opzione Donna prevede per le lavoratrici la possibilità di andare in pensione anticipata, in presenza di determinati requisiti sia pensionistici che anagrafici.

 QUALI SONO I REQUISITI ANAGRAFICI?

Per usufruire dell’Opzione Donna nel corso del 2022, è necessario presentare i seguenti requisiti anagrafici. In particolare, le lavoratrici devono aver maturato entro il 31 dicembre 2021 un’età anagrafica pari o superiore a:

  • 58 anni per le lavoratrici dipendenti;
  • 59 anni per le lavoratrici autonome.

QUALI SONO I REQUISITI CONTRIBUTIVI?

Per accedere all’Opzione Donna, oltre ai requisiti anagrafici, occorrono anche requisiti pensionistici. Di fatti, le lavoratrici dipendenti e autonome devono aver maturato entro il 31 dicembre 2021 un’anzianità contributiva pari a 35 anni.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

ATTENZIONE

Le lavoratrici che abbiano raggiunto tali requisiti entro il 31 dicembre 2021 possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile.

L’importante è che i prescritti requisiti di età e contribuzione per esercitare l’opzione siano maturati entro il 31 dicembre 2021.

COME FARE DOMANDA PER L’OPZIONE DONNA?

La domanda per andare in pensione anticipata usufruendo dell’Opzione Donna può essere presentata nelle seguenti modalità:

  • autonomamente, accedendo online alla propria area riservata del sito Inps, con SPID, CNS o CIE;
  • tramite patronato Inas Cisl.

Per la domanda di Opzione Donna non sono previsti limiti temporali. La domanda di pensione può essere presentata anche diversi anni dopo il raggiungimento dei requisiti, senza perdere il diritto a potervi accedere.

Per ricevere supporto e assistenza con la domanda di pensione anticipata Opzione Donna rivolgiti al patronato Inas Cisl più vicino a te.

Trova la sede nelle tue vicinanze sul nostro sito www.fnpcislromagna.it.

UFFICI FNP CISL ROMAGNA: CHIUSURA PERIODO ESTIVO

Si informa che nel periodo estivo gli uffici di FNP CISL Romagna resteranno chiusi per ferie dal 01 Agosto al 20 Agosto. Tutte le attività riprenderanno a partire da lunedì 22 Agosto.

Con l’occasione lo staff di FNP CISL ROMAGNA augura a tutti Buone Vacanze!

DELEGHE SITO INPS E FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO: COME RICHIEDERLE

Da diversi mesi è possibile tramite SPID accedere al proprio profilo INPS, per visualizzare i cedolini della pensione o scaricare CU e ObisM.

 In caso di impossibilità di attivazione dello SPID, per inabilità della persona o impossibilità dovuta alla mancanza di strumenti elettronici, è possibile delegare un’altra persona all’accesso.  Questo è possibile sia per il sito INPS sia per il Fascicolo sanitario elettronico.

Inoltre, con la delega dell’identità digitale i tutori, i curatori, gli amministratori di sostegno ed esercenti la potestà genitoriale possono esercitare i diritti dei rispettivi soggetti rappresentati e dei minori.

Come richiedere la delega?

Puoi effettuare la richiesta di delega direttamente presso una qualsiasi struttura territoriale dell’INPS.

Per la richiesta occorre presentare un modulo di richiesta di registrazione della delega dell’identità digitale (moduli AA08, AA09 o AA10 scaricabili dal portale dell’INPS), insieme ad una copia del documento di riconoscimento del delegante. 

Quanto dura la validità della delega?

In occasione dell’attribuzione della delega, il delegante può definirne il termine di validità. In assenza di una data di fine della validità, la delega è attiva a tempo indeterminato.

Il delegante può avvalersi della facoltà di revocare la delega in qualsiasi momento anche attraverso la propria identità digitale, ad esclusione dei soggetti sotto tutela, curatela, amministrazione di sostegno.

Chi può registrare la richiesta di delega?

La richiesta di delega può essere effettuata direttamente dal delegante presso una qualsiasi sede territoriale dell’INPS, esibendo la documentazione richiesta.

È consentita la richiesta della registrazione della delega da parte di persona diversa dal delegante esclusivamente se:

-si tratta ditutori, curatori e amministratori di sostegno;

– si tratta di esercenti la potestà genitoriale

le persone allettate per lunga durata, ricoverate o impossibilitate a recarsi presso gli sportelli dell’Istituto a causa di patologie.

Nell’ultimo caso occorre presentare :

modulo di richiesta di registrazione della delega dell’identità digitale per impossibilitati a recarsi presso la sede INPS per motivi di salute

attestazione sanitaria rilasciata da un medico del SSN attestante l’impossibilità del delegante a recarsi presso la sede INPS

documento di identità originale del delegante;

copia del documento di identità del delegato.

Come registrare la delega online?

È possibile registrare o revocare direttamente online la delega a una persona di fiducia, accedendo all’area riservata MyINPS, sezione “Deleghe identità digitali”, tramite le proprie credenziali SPID, CIE o CNS (“Delega SPID su SPID”).

La delega registrata online risulta immediatamente attiva e avrà una durata minima di 30 giorni, entro i quali non potrà essere revocata online, ma esclusivamente presso uno sportello INPS.

Delega per Fascicolo sanitario elettronico

E’ possibile presentare una delega anche per l’accesso al proprio Fascicolo sanitario elettronico, compilando il modulo previsto e  presentando tale modulo al CUP insieme alla tessera sanitaria e carta di identità del delegante e alla carta di identità della persona delegata.

Hai bisogno di aiuto con la registrazione online delle deleghe? Recati presso la sede CISL più vicina a te e richiedi assistenza.

Trova sul nostro sito le sedi FNP Cisl vicino a te www.fnpcislromagna.it.

LEGGE SULLA NON AUTOSUFFICIENZA

Lettera di appello dei Sindacati dei pensionati

Bologna, 30 maggio 2022

Legge sulla Non autosufficienza: il tempo sta per scadere!

Lettera appello dei Sindacati dei pensionati SPI CGIL FNP CISL UILP UIL ai parlamentari.

Le Segreterie regionali dei sindacati dei pensionati di SPI CGIL – FNP CISL – UILP UIL dell’Emilia Romagna vogliono condividere con i Parlamentari eletti nella Regione Emilia Romagna, che sostengono la maggioranza di Governo, la preoccupazione che la legge delega per il sostegno alle persone anziane non autosufficienti, prevista tra le riforme del PNRR, non venga approvata entro la legislatura, e li sollecitano ad agire per scongiurare le conseguenze negative di questa eventualità.

La battaglia dei Sindacati dei pensionati per una legge sulla non autosufficienza -sulla spinta della consapevolezza emersa in parte della classe politica e nell’opinione pubblica a seguito della pandemia di Covid-19 – ha ottenuto un primo risultato importante: tra le riforme previste dal PNRR c’è anche quella relativa alla non autosufficienza.

Anche se il traguardo sembra più vicino, non abbiamo però oggi certezze che la legge sarà approvata in questa legislatura e neppure sulla qualità della legge stessa; se segnerà quindi davvero quel passo nella direzione da noi auspicata.

Sono presenti oggi diverse ipotesi: un disegno di legge delega presentato dal Gruppo di lavoro “Interventi sociali e politiche per la non autosufficienza” del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali presieduto da Livia Turco (e già trasmesso dal Ministero del lavoro e welfare il 28 gennaio 2022 alla presidenza del Consiglio dei ministri – ufficio legislativo, dove è tuttora fermo); una proposta di riforma dovrebbe essere elaborata dal Comitato di coordinamento interministeriale presso la Presidenza del consiglio presieduto da monsignor Vincenzo Paglia (che al momento non ha reso pubblico alcun testo); una proposta è stata presentata dal “Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza” – coordinato da Cristiano Gori.

Il nostro giudizio sul disegno di legge delega presentato dal MLPS (che chiameremo DL Turco) è positivo, pur evidenziando alcuni limiti ai quali pensiamo si possa ovviare in sede parlamentare.

La “legge delega” è già un risultato di sintesi, che – se esiste la volontà politica – può essere immediatamente “incardinato” in Parlamento e può diventare esecutivo in tempi stretti dopo l’approvazione, con l’adozione da parte del Governo dei decreti “delegati” attuativi.

Di più complessa attuazione il documento presentato dal Patto per la non autosufficienza coordinato da Cristiano Gori. Si tratta di un documento organico che andrebbe però trasformato in un progetto di legge delega e poi attuato con successivi decreti attuativi.

Una serie di obiettivi proposti dal Patto potrebbe, in più breve tempo, essere raggiunta attraverso i decreti attuativi del DL Turco, adattando opportunamente le deleghe; ciò permetterebbe peraltro di avere il tempo per meglio approfondire i punti più controversi.

L’accesso unico al sistema, la semplificazione delle procedure di valutazione, l’istituzione di un sistema nazionale di assistenza dedicato agli anziani, sono obiettivi fondamentali che possono integrarsi con il DL Turco, prevedendo un adeguato finanziamento pubblico dei livelli essenziali delle prestazioni sociali.

Vogliamo qui segnalare quindi le tematiche principali e qualificanti del DL Turco.

Il DL si intitola “Norme per la promozione della dignità della persona anziana e per la presa in carico della non autosufficienza”. L’impianto “culturale” sottolineal’uguale importanza di tutte le “stagioni della vita” e di conseguenza afferma la dignità della vita anziana perché è la stagione “dei tesori della vita, della vita chediventa Storia”.

Sul piano politico il punto qualificante è il welfare di prossimità: lacostruzione di un sistema di welfare che attivi al massimo le relazioni umane,combatta la solitudine e valorizzi le competenze di tutte le persone utilizzandol’approccio indicato dall’Oms, e cioè quello bio-psico-sociale, avvalendosi in questocontesto anche del volontariato. Sul piano sociale afferma la costruzione dei diritti sociali esigibili per le persone anziane.

Per quanto riguarda il problema delle risorse – che sarà poi quello cruciale – esiste, come si diceva, un primo riscontro nella Legge di bilancio (Legge 234 del 30 dicembre 2021, articolo 1, commi da 159 a 171).

Nella Legge di bilancio (vedi gli stessi commi) sono stati delineati anche i LEPS (Livelli essenziali delle Prestazioni Sociali) per la non autosufficienza, con i qualisi afferma l’importanza della domiciliarità integrata con la “domiciliarità sanitaria”,insieme alle nuove forme di coabitazione solidale, ai servizi di sollievo alle famiglie,alla valorizzazione del lavoro di cura attraverso la formazione del personale e lacreazione degli albi professionali. Purtroppo allo stato, a fronte della definizione deiLEPS, non sono ancora state stanziate le risorse necessarie per la loro pienaapplicazione.

Il DL Turco si apre con due articoli intitolati “definizioni” e “principi” che pongono le basi per determinare in modo univoco le politiche verso gli anziani: cosa siintende per Punto unico di accesso, per Casa di comunità, per Ambiti socialiterritoriali… La condivisione delle parole, e quindi delle politiche, è importante percostituire un sistema uniforme.

I principi di riferimento della Legge delega sono l’articolo 2 della Costituzione italiana, la Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili e l’articolo 25 della Carta europea dei diritti umani fondamentali. I diritti riconosciuti dal DL partono dalla dignità della vita anziana, che riguardano (articolo 3) la promozione dell’invecchiamento attivo con linee guida nazionali e Programmi locali che promuovano le competenze delle persone anziane, la solidarietà tra le generazioni, la possibilità di vivere in contesti urbani rigenerati e cioè in cui i servizi siano accessibili, così come la casa e la mobilità, in cui siano attive politiche di prevenzione della salute.

Una delle novità più rilevanti è il Punto Unico di Accesso, con cui si indica il servizio integrato di diretta gestione pubblica territoriale, con sede operativa presso le Case della comunità e che la stessa Livia Turco ha definito come “l’amico di famiglia”.

Nel Punto Unico di Accesso viene definito il progetto assistenziale personalizzato, con la partecipazione attiva della persona anziana e dei suoi familiari e con il coinvolgimento di figure sociali e sanitarie e delle reti del volontariato. Deve esserci un responsabile del progetto e il progetto deve essere man mano verificato. Vadefinito il budget di cura e di assistenza, anche per garantire la continuità dell’assistenza. E poi il diritto all’informazione, alle nuove forme di domiciliarità solidale (che sono anche punti forti della Missione 5 del PNRR). Questo vuol dire investire molte risorse sull’assistenza domiciliare ma anche introdurre la cultura della domiciliarità. Anche nel caso delle RSA e quindi della residenzialità, l’assistenza deve essere conformata ai principi della domiciliarità, quindi della lotta alla solitudine e dell’investimento sulle relazioni umane. L’altro diritto scritto nel DL è la semplificazione delle procedure burocratiche (per la quale è prevista una delega specifica).

Per quanto riguarda il sostegno ai caregiver familiari nel DL questa figura è stata posta all’interno dei conviventi del nucleo familiare, ma la discussione su questo “vincolo”, che per noi andrebbe tolto, è ancora aperta. La cosa importante è il riconoscimento, nel DL, della figura del caregiver attraverso tutele previdenziali e assicurative, formazione professionale, sostegno psicologico, insomma la possibilità per il caregiver di essere protagonista e quindi di partecipare alla definizione delle politiche di assistenza.

L’articolo 4 si occupa della governance, cioè della cosiddetta programmazione integrata, il Piano per la non autosufficienza che è elaborato in accordo con il Pattoper la salute (competenza quindi del Ministero della Salute). Un Piano che si traducenei Piani regionali per la non autosufficienza che vengono stabiliti secondo criterimolto forti di monitoraggio della loro attuazione. Per realizzare l’integrazione sociosanitariasi stabilisce che per l’individuazione dei livelli essenziali il Ministero dellasalute interpella il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e viene definito uncomitato tecnico-scientifico di coordinamento permanente per la gestione del PNRR(Missione 5 e Missione 6).

Viene introdotta una novità importante: il cosiddetto Classificatore nazionale delle prestazioni e dei servizi alla persona.

È lo strumento che può garantire che lepolitiche per la non autosufficienza siano davvero nazionali, uniformi e in grado di garantire i diritti.

Per quanto riguarda la disparità tra sociale e sanitario non si tratta di un problema di norme legislative, che esistono ma non vengono di fatto attuate pienamente, ma di struttura: il sanitario è fortemente strutturato, il sociale è completamente “sbriciolato”. È necessario investire negli Ambiti sociali territoriali (articolo 8), nel senso che, così come esiste un distretto sanitario molto strutturato deve esserci parallelamente il distretto sociale altrettanto strutturato, che sia perciò in grado di attuare in modo efficace le politiche di assistenza.

Per quanto riguarda il finanziamento la legge fa una scelta molto netta: prima di tutto il finanziamento deve essere pubblico. Affermato questo principiofondamentale, la legge delega si occupa anche degli incentivi e delle agevolazionifiscali per promuovere la regolarizzazione del lavoro di cura, con il fine di arrivare aun lavoro di cura di qualità, a una buona occupazione. La non autosufficienza è unproblema che può riguardare tutti nella fase dell’invecchiamento e quindi – all’internodi un servizio sanitario pubblico, universalistico e solidale come il nostro – la nonautosufficienza non può che essere un problema che attiene prioritariamente allasfera pubblica.

Ora il tempo stringe, mancano ormai pochi mesi alla fine della legislatura e diventa cruciale che le forze politiche si impegnino a “incardinare” un Disegno di Legge in Parlamento con l’obiettivo di arrivare in tempi rapidi all’approvazione della legge delega e ai successivi decreti attuativi.

Questo anche per evitare che i decreti legislativi di attuazione della legge delega sulla disabilità (la Legge 227 /2021), già approvata dal Parlamento a fine anno, non siano coordinati con i contenuti della legge delega sulla non autosufficienza.

Rispetto al finanziamento dei LEPS è infine fondamentale che le prime risorse previste nella Legge di Bilancio 2022, del tutto insufficienti, trovino un sostanziale incremento nel 2023, in modo da consentire la loro effettiva attuazione.

Per queste ragioni sollecitiamo i Parlamentari in indirizzo ad attivarsi perché il Consiglio dei Ministri vari al più presto un disegno di legge delega sulla non autosufficienza che veda come principi essenziali i contenuti che abbiamo esplicitato.

Cordiali saluti.

I Segretari Generali

Spi Cgil Emilia Romagna Raffaele Atti

Fnp Cisl Emilia Romagna Roberto Pezzani

Uilp Uil Emilia Romagna Rosanna Benazzi

DECRETO AIUTI PER FAMIGLIE E PENSIONATI

Tutte le novità del Decreto Aiuti per famiglie e pensionati

Il 2 maggio è stato approvato al Consiglio dei Ministri il decreto aiuti, che introduce misure urgenti per sostenere famiglie e pensionati.

Con le risorse mobilitate pari a 14 miliardi di euro, vengono potenziati e intensificati e gli interventi per contrastare gli effetti della crisi politica e militare in Ucraina, intervenendo concretamente su energia, politiche sociali, lavoro, servizi ai cittadini, imprese, enti territoriali e accoglienza.

Ecco i principali provvedimenti per sostenere famiglie e pensionati.

BONUS SOCIALE ENERGIA ELETTRICA E GAS

 I bonus bollette energia sono un aiuto per ridurre la spesa sostenuta per la fornitura di energia elettrica e di gas naturale dai nuclei familiari in condizioni di disagio economico o fisico.  La misura, già adottata per il secondo trimestre 2022, è estesa al terzo trimestre 2022 ed è confermata fino a settembre 2022 .  Il valore sarà determinato dall’ARERA – Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.

PENSIONI E BONUS

È riconosciuto un contributo di 200 € una tantum per lavoratori autonomi e dipendenti e pensionati, con un reddito fino a 35 mila euro, per un totale di 28 milioni di italiani.

Ai pensionati il bonus sarà versato direttamente dall’Inps, con il cedolino di luglio.

FONDO AFFITTI

È potenziato il Fondo Nazionale per il sostegno agli affitti, per l’erogazione di contributi per il pagamento dei canoni di locazione sostenuti dalle famiglie in condizioni di disagio economico e con elevate soglie di incidenza del canone.

Con questa misura, il decreto assegna al Fondo Affitti una locazione di 100 milioni di euro per il 2022.

LAVORATORI DOMESTICI

L’Inps, a domanda, eroga un bonus una tantum pari a 200€ nel mese di luglio 2022, ai lavoratori domestici, che abbiano in essere uno o più rapporti di lavoro alla data di entrata in vigore del Decreto Aiuti. Le domande possono essere presentate presso gli istituti di patronato (Inas Cisl).

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