CONTRIBUTO AFFITTO REGIONALE: COME FARE DOMANDA

Sono stati stanziati oltre 40 milioni di euro dalla regione Emilia Romagna per sostenere le famiglie e le persone in difficoltà nel pagamento delle spese d’affitto nella casa in cui abitano, attraverso l’erogazione di un contributo affitto regionale.

COS’È IL CONTRIBUTO AFFITTO REGIONALE?

Si tratta di un aiuto per gli affitti corrisposto a famiglie e persone in difficoltà che non riescono a pagare il canone di locazione.

Il contributo massimo concedibile è una somma fissa pari a tre mensilità del canone, per un tetto massimo di 1500€.

L’assegnazione del contributo avverrà scorrendo le due graduatorie, fino ad esaurimento dei fondi disponibili.

QUALI SONO I REQUISITI?

Per presentare la domanda di contributo affitto regionale occorre rispettare i seguenti requisiti:

  • ISEE annuo da 0 a da o€ a 17154€
  • ISEE annuo da 0 a 35mila euro, con riduzione del reddito Irpef di almeno il 25% rispetto a quello del 2021
  • l’immobile deve essere locato nella regione Emilia Romagna.

COME OTTENERE IL CONTRIBUTO AFFITTO REGIONALE?

Per ottenere il contributo affitto regionale occorre presentare la domanda con la dovuta documentazione entro le ore 12 del 21 ottobre 2022.

La domanda potrà essere presentata esclusivamente online, tramite SPID, CIE o CNS.

Per ricevere assistenza con la compilazione della domanda, contatta gli uffici CAF CISL o SICET Romagna.

Chiama il call center 800948888 e prenota un appuntamento nella sede più vicina a te. In fase di prenotazione, riceverai indicazioni tramite email sulla documentazione da produrre per presentare la domanda.

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DIFENDIAMOCI DALLE TRUFFE

Durante la giornata del 27 settembre 2022, a Forlì si svolgerà un incontro pubblico organizzato dalla Fnp Cisl Romagna in collaborazione con Adiconsum ed il patrocinio del Comune di Forlì.

L’incontro, dal titolo “Difendiamoci dalle truffe” è rivolto a tutti, ma è dedicato specialmente agli abitanti dell’età più fragile e maggiormente inclini ad essere vittime di questi inganni: gli anziani. Questi difficilmente riescono a comprendere lo stato della frode e a difendersi.                                                         

L’incontro “Difendiamoci dalle truffe” ha lo scopo di raccontare e spiegare quali sono le truffe più comuni e quale strategia attuare a difesa dell’inganno. Inoltre, sarà possibile porre delle domande a cui risponderà un rappresentante dei Carabinieri del Comando di Forlì, il quale sarà presente durante l’intero incontro.  

“Conoscerle per prevenirle”

BONUS TRASPORTI PUBBLICI: ecco come richiederlo!

Dal mese di Settembre e fino al 31 dicembre 2022 c’è un ulteriore aiuto da parte del governo per le famiglie: il Bonus trasporti!

COS’È IL BONUS TRASPORTI?

Si tratta di un’agevolazione del valore di 60 euro per acquistare un abbonamento sui mezzi pubblici. È l’incentivo introdotto dal Governo con il decreto Aiuti e ampliato dal decreto Aiuti bis, visto anche gli aumenti del carburante e per incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Potranno richiederlo tutti i cittadini che durante il 2021 hanno raggiunto un reddito complessivo lordo non superiore a 35mila euro. Con questo voucher sarà possibile acquistare abbonamenti mensili o annuali al trasporto pubblico locale, regionale, interregionale ed anche per i servizi di trasporto ferroviario nazionale (compresi i treni Alta Velocità) anche del Gruppo FS.

l buono è pari o inferiore al 100% della spesa da sostenere. Ciascun beneficiario può chiedere un solo bonus trasporti al mese nel limite dei 60 euro previsti, entro il 31 dicembre 2022 o fino a esaurimento risorse.

Il bonus può essere richiesto da ciascun componente della famiglia, non è cedibile essendo nominativo ed è utilizzabile per l’acquisto di un solo abbonamento, che deve avvenire nello stesso mese di emissione del bonus.

CHI PUÒ RICHIEDERE IL BONUS TRASPORTO PUBBLICO 2022

Il bonus 60 euro per abbonamenti ai trasporti pubblici può essere richiesto da studenti, lavoratori, pensionati, insomma da tutti i cittadini che usufruiscono di tali servizi.

COME RICHEDERE IL BONUS TRASPORTI

È possibile richiedere il bonus trasporti direttamente dal sito del Ministero dei trasporti (www.bonustrasporti.lavoro.gov.it) dove è possibile effettuare l’accesso e la registrazione sul Portale tramite SPID o carta d’identità elettronica.

L’interessato può presentare la domanda per sè o anche per conto di un minore a carico.

Ricordiamo che la domanda deve anche contenere l’importo del buono richiesto a fronte della spesa prevista, non superiore in ogni caso a 60 euro per ciascun beneficiario e l’indicazione del gestore del servizio di trasporto pubblico selezionato dal menù a tendina presente sul portale.

Il buono emesso dal Portale è contrassegnato da un codice identificativo univoco, dal codice fiscale del beneficiario, dall’importo e dalla data di emissione e di scadenza dell’utilizzo che è entro un mese dall’emissione.

SEI UN PENSIONATO? CHIEDI A NOI COME FARE

Se sei un pensionato ed hai bisogno di aiuto rivolgiti ai nostri uffici FNP CISL di tutta la Romagna, il nostro staff vi seguirà nelle varie fasi per poter richiedere il bonus trasporti. Dalla richiesta dello Spid se non l’hai ancora richiesto, fino alla ricezione del buono da utilizzare. Vieni a trovarci!

OPZIONE DONNA: GUIDA COMPLETA

Tra le diverse modalità per andare in pensione anticipata, la legge di bilancio 2022 ha confermato il regime speciale di Opzione Donna, introdotto dalla L.243/2004, al fine di garantire maggiore flessibilità di uscire dal mercato del lavoro.

Quali sono i requisiti? Come usufruirne? Ecco una guida completa sull’Opzione Donna.

CHE COS’È L’OPZIONE DONNA

Si tratta di un regime di trattamento pensionistico, che dà la possibilità a lavoratrici dipendenti nel settore pubblico e privato e a lavoratrici autonome di anticipare, a domanda, l’uscita dal mercato del lavoro a patto di accettare il ricalcolo della pensione con il sistema di calcolo contributivo.

In altre parole, l’Opzione Donna prevede per le lavoratrici la possibilità di andare in pensione anticipata, in presenza di determinati requisiti sia pensionistici che anagrafici.

 QUALI SONO I REQUISITI ANAGRAFICI?

Per usufruire dell’Opzione Donna nel corso del 2022, è necessario presentare i seguenti requisiti anagrafici. In particolare, le lavoratrici devono aver maturato entro il 31 dicembre 2021 un’età anagrafica pari o superiore a:

  • 58 anni per le lavoratrici dipendenti;
  • 59 anni per le lavoratrici autonome.

QUALI SONO I REQUISITI CONTRIBUTIVI?

Per accedere all’Opzione Donna, oltre ai requisiti anagrafici, occorrono anche requisiti pensionistici. Di fatti, le lavoratrici dipendenti e autonome devono aver maturato entro il 31 dicembre 2021 un’anzianità contributiva pari a 35 anni.

Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

ATTENZIONE

Le lavoratrici che abbiano raggiunto tali requisiti entro il 31 dicembre 2021 possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile.

L’importante è che i prescritti requisiti di età e contribuzione per esercitare l’opzione siano maturati entro il 31 dicembre 2021.

COME FARE DOMANDA PER L’OPZIONE DONNA?

La domanda per andare in pensione anticipata usufruendo dell’Opzione Donna può essere presentata nelle seguenti modalità:

  • autonomamente, accedendo online alla propria area riservata del sito Inps, con SPID, CNS o CIE;
  • tramite patronato Inas Cisl.

Per la domanda di Opzione Donna non sono previsti limiti temporali. La domanda di pensione può essere presentata anche diversi anni dopo il raggiungimento dei requisiti, senza perdere il diritto a potervi accedere.

Per ricevere supporto e assistenza con la domanda di pensione anticipata Opzione Donna rivolgiti al patronato Inas Cisl più vicino a te.

Trova la sede nelle tue vicinanze sul nostro sito www.fnpcislromagna.it.

PENSIONI: GUIDA ALLA RIVALUTAZIONE ANTICIPATA

Il decreto «aiuti bis» prevede due misure per la rivalutazione delle pensioni, in partenza ad ottobre 2022, al fine di aiutare i pensionati a fronte del caro prezzi. In questo modo, l’aumento dell’assegno è anticipato di tre mesi rispetto al consueto adeguamento al costo della vita, che sarebbe dovuto partire dal 1° gennaio 2023.

Cosa prevede la rivalutazione anticipata delle pensioni? Ecco una guida completa su tutto quello che c’è da sapere sull’aumento pensioni da ottobre 2022.

AUMENTO DEL 2% DA OTTOBRE 2022

Per sostenere il potere d’acquisto delle pensioni, il decreto anticipa ad ottobre una parte della rivalutazione che ordinariamente sarebbe spettata a partire da gennaio, pari ad un aumento del 2%.

La somma verrà riconosciuta per ciascuna delle mensilità di ottobre, novembre e dicembre 2022, inclusa la tredicesima mensilità.

A chi spetta l’aumento del 2%?

L’incremento verrà riconosciuto solo alle pensioni di importo fino a 2mila 692 euro (ovvero 35mila euro all’anno).

Attenzione: prendono l’anticipazione anche le pensioni più alte di 2mila 692 euro al mese, ma più basse di 2.744 (cifra che si ottiene sommando al tetto l’aumento spettante). In questo caso, prendono solo la parte che porta la pensione a 2mila 744 euro.

Come viene calcolato l’importo?

La rivalutazione verrà calcolato con il sistema delle perequazioni attualmente vigente, quindi con i criteri di progressività delle percentuali di perequazione. Ecco alcuni esempi pratici semplificati:

  • pensione minima (524,34 euro al mese): perequazione piena con rivalutazione al 2%, da ottobre 10,5 euro in più;
  • pensione di mille euro al mese: perequazione piena con rivalutazione al 2%, da ottobre 20 euro in più;
  • pensione di 1.500 euro al mese: perequazione piena con rivalutazione al 2%, da ottobre 30 euro in più;
  • pensione di 2mila euro al mese: perequazione piena con rivalutazione al 2%, da ottobre 40 euro in più;
  • pensione di 2.500 euro al mese: perequazione al 90% e rivalutazione del 2%, da ottobre 50 euro in più;
  • Pensione di 2.692 euro al mese: perequazione al 75% e rivalutazione del 2%, da ottobre 52 euro in più.

CONGUAGLIO DELLO 0,2%

La seconda misura consiste nell’anticipo a novembre 2022 delle operazioni di conguaglio della rivalutazione dello 0,2% dello scorso anno. Si tratta, cioè, del recupero dello 0,2%, ovvero della differenza fra l’1,7% di inflazione stimata e l’1,9% di inflazione effettiva nel 2021. Il conguaglio previsto per gennaio 2023, sarà riconosciuto a novembre 2022 a tutti i pensionati. La somma che spetta può variare da 10 euro delle pensioni minime fino a 120 euro delle pensioni sopra i 7mila euro al mese.

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